La struvite nel gatto: sintomi, cause e trattamento dei calcoli

La struvite nel gatto rappresenta un disturbo particolarmente frequente che può essere causa di dolorose cistiti e, talvolta, anche di problematiche più gravi e pericolose, come l’ostruzione uretrale e il blocco renale.

Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato e tempestivo consentono di limitare i sintomi clinici e risolvere rapidamente la patologia.

Che cos’è la struvite e perchè si formano i calcoli

La struvite è un composto minerale costituito da ammonio magnesio fosfato esaidrato e può formarsi  nelle urine sotto forma di cristalli oppure calcoli, ovvero aggregati di cristalli di struvite che possono avere forma e grandezza variabile.

La struvite nel gatto, ma anche nel cane, si forma quando le urine sono alcaline (cioè quando il pH è superiore a 6,5) e contemporaneamente aumenta la concentrazione nelle urine degli ioni magnesio, ammonio e fosfato.

calcoli di struvite

I sintomi della struvite e della cistite nel gatto

La struvite nel gatto può causare sintomi clinici diversi a seconda che si presenti nell’apparato urinario sotto forma di cristalli oppure di calcoli. In questo secondo caso, la gravità dei sintomi clinici dipende da diversi fattori tra cui le dimensioni, la localizzazione (alte o basse vie urinarie), l’eventuale ostruzione del flusso urinario, la funzionalità renale ed eventuali malattie concomitanti del paziente.

Nel gatto la struvite causa i sintomi tipici della cistite:

  • disuria (difficoltà ad urinare)
  • pollachiuria (maggiore frequenza nella minzione, spesso associata a necessità urgente di urinare)
  • stranguria (minzione dolorosa e intermittente)
  • ematuria (presenza di sangue nelle urine).

Nel caso di ostruzione parziale o totale delle vie urinarie, possono essere presenti rispettivamente oliguria (ridotta emissione di urine) e anuria (mancata emissione di urine).

 

In caso di anuria, la situazione è piuttosto critica: per via dell’iperazotemia conseguente all’ostruzione urinaria, il gatto può presentare vomito, anoressia, disidratazione e shock ipovolemico. In questi casi siamo di fronte ad una vera e propria emergenza veterinaria, per cui è necessario l’intervento immediato del Medico Veterinario, al fine di rimuovere l’ostruzione, ripristinare velocemente il flusso urinario ed evitare che si verifichi un blocco renale nel gatto.

gatto

Fattori predisponenti: razze, alimentazione e stress

I calcoli di struvite rappresentano la tipologia di urolitiasi più frequente nel gatto (circa il 45-50% dei casi).

Tutti i gatti possono essere potenzialmente colpiti, ma i soggetti di razza pura, in particolare quelli a pelo lungo, presentano un rischio maggiore. Alcune razze come il Ragdoll e l’Oriental Shorthair risultano particolarmente predisposte alla formazione di struvite.

I maschi sono più colpiti rispetto alle femmine e, nella maggioranza dei casi, si tratta di soggetti sterilizzati. Diversi fattori contribuiscono alla formazione della struvite nel gatto, tra cui obesità, sedentarietà, alimentazione e, soprattutto, stress.

Proprio lo stress riveste un ruolo centrale nel gatto: cambiamenti ambientali, convivenza con altri animali, noia, ridotta stimolazione o alterazioni della routine quotidiana possono favorire l’insorgenza di cistite nel gatto, in particolare la cosiddetta cistite idiopatica felina (FIC). Questa condizione infiammatoria delle vie urinarie, spesso legata a stress cronico, altera l’ambiente urinario e può predisporre alla formazione di cristalli e calcoli di struvite. Per questo motivo, la gestione dello stress attraverso arricchimento ambientale, routine stabile e benessere comportamentale rappresenta un aspetto fondamentale nella prevenzione.

Nel gatto, nel 95% dei casi la struvite si forma in assenza di infezioni batteriche urinarie; ciò significa che, a differenza del cane in cui la patologia è quasi sempre associata a infezioni delle vie urinarie, nel gatto non si rileva generalmente una presenza significativa di batteri né all’esame delle urine né all’urinocoltura.

Come si diagnosticano i calcoli di struvite nel gatto

L’iter diagnostico prevede la visita clinica, gli esami di laboratorio e la diagnostica per immagini.

Per quanto riguarda quest’ultima, di solito si ricorre all’ecografia, la tecnica migliore nel rilevare i calcoli, meglio ancora se associata anche alla radiografia, che consente di valutare localizzazione, dimensione e forma dei calcoli di struvite (che sono radiopachi, cioè rilevabili in RX, a differenza di altri tipi di calcoli che invece non sono visibili).

Per quanto concerne gli esami di laboratorio, è consigliabile eseguire sempre un esame urinario (analisi chimico-fisica e valutazione del sedimento al microscopio) e un esame del sangue completo (emocromo e profilo biochimico).

Il trattamento terapeutico dei calcoli di struvite nel gatto

A parte casi particolarmente critici e a forte rischio di ostruzione e conseguente blocco renale nei quali è preferibile intervenire chirurgicamente, nella maggior parte dei gatti è possibile risolvere la patologia con una terapia medica.

sintomi dei calcoli di struvite nel gatto

Poiché la struvite si forma in presenza di urine basiche (pH > 6,5), è fondamentale l’acidificazione delle urine che si ottiene somministrando per via orale acidificanti urinari  oppure modificando la dieta.

L’acidificazione delle urine consente di dissolvere i calcoli di struvite presenti nelle vie urinarie e di prevenirne l’ulteriore formazione.

In tutti gli animali colpiti da questa patologia, ma in modo particolare nel gatto, è fondamentale il controllo del dolore con un’adeguata terapia antidolorifica (ad esempio con FANS , analgesici oppiacei, antispastici).

Importante ai fini di ridurre le recidive è individuare ed eliminare le eventuali cause predisponenti. Nel gatto lo stress gioca un ruolo fondamentale in questo senso, pertanto è necessario mettere in atto misure opportune al fine di riuscire a limitarne il più possibile le conseguenze negative sull’organismo.

Tra queste si annoverano l’arricchimento ambientale e l’utilizzo di prodotti spray e diffusori ambientali con effetto rilassante (ad esempio Pet Remedy).

Meglio una dieta urinaria o gli acidificanti delle urine?

La risposta corretta è “Dipende!”.

Infatti, nella scelta tra una soluzione piuttosto che l’altra bisogna prendere in considerazione diversi fattori.

I gatti per loro natura sono molto esigenti in fatto di appetibilità, pertanto spesso non accettano il passaggio dalla dieta consueta a quella urinaria, rifiutandola categoricamente sin da subito o dopo poco tempo.

Questo porta il proprietario a provare diverse altre diete urinarie per accontentare il gatto, spesso senza successo, per poi ritornare in breve tempo a quella originale.

Chiaramente tutto ciò si ripercuote sul processo di acidificazione urinaria che risulta dunque rallentato, se non addirittura interrotto.

Non solo, i continui cambi di alimentazione nella speranza di trovare la dieta gradita all’animale, rappresentano una fonte di stress per il gatto e dal momento che è risaputo che in questa specie lo stress predispone allo sviluppo di disturbi delle vie urinarie, ciò andrebbe evitato.

Inoltre, le diete urinarie tendono ad abbassare in maniera più lenta il pH urinario rispetto alla somministrazione degli acidificanti urinari, pertanto si prestano meno ad un trattamento d’urgenza in cui è necessario favorire una rapida dissoluzione dei calcoli.

D’altro canto, bisogna prendere in considerazione la collaborazione del proprietario. È chiaro che se per motivi gestionali il proprietario non riesce a somministrare l’acidificante urinario, la scelta cadrà inevitabilmente sulla dieta urinaria.

Dunque, non esiste una soluzione acidificante migliore dell’altra, ma nella scelta tra la dieta o la terapia acidificante si dovrà tener conto della situazione clinica e del contesto di vita di ogni singolo gatto.

In conclusione

La struvite nel gatto è una condizione frequente che può manifestarsi con i tipici sintomi della cistite, come difficoltà a urinare, dolore e presenza di sangue nelle urine. Quando la struvite si aggrega a formare dei calcoli veri e propri, questa condizione, se non riconosciuta e trattata tempestivamente, può evolvere fino a causare un’ostruzione delle vie urinarie, con il rischio di un blocco renale nel gatto, una condizione grave che richiede un intervento veterinario urgente. Per questo motivo è fondamentale non sottovalutare i primi segnali e rivolgersi al Medico Veterinario per una diagnosi precoce e una gestione adeguata della patologia, così da garantire il benessere e la salute del gatto nel lungo periodo.

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