Che cos'è l'ansia da separazione del cane

L’ansia da separazione nel cane: un problema da non sottovalutare

Circa il 20-40% dei cani con disturbi del comportamento soffre di ansia da separazione.

Questa problematica può essere molto frustrante, non soltanto per l’animale, ma anche per i suoi proprietari.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Che cos’è l’ansia da separazione?

L’ansia da separazione è un disturbo comportamentale che può coinvolgere il cane quando una barriera fisica si frappone tra lui e il suo proprietario, sia che questo lasci il luogo dove risiede il cane, sia che rimanga lì ma non alla sua “portata di vista” (ad es. mentre è nella doccia, mentre dorme in un’altra stanza, ecc.).

I principali sintomi dell’ansia da separazione sono rappresentati da:

  • vocalizzazioni (abbaiare, ululare, uggiolare, ecc.)
  • comportamenti distruttivi (masticare, scavare, ecc.)
  • disturbi eliminatori (defecazione e minzione in luoghi inappropriati).

Altri segni osservabili possono essere:

  • anoressia
  • vomito e/o diarrea
  • toelettatura eccessiva
  • tachipnea (aumento della frequenza respiratoria)

Solitamente i sintomi dell’ansia da separazione compaiono entro pochi minuti dalla partenza della persona a cui il cane è iperattaccato e ricorrono ogni qualvolta l’animale viene lasciato solo.

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Diagnosi dell’ansia da separazione

L’ansia da separazione può essere spesso diagnosticata sulla base dell’anamnesi del paziente.

 

La conferma della diagnosi si ha quando è possibile verificare che la comparsa dei sintomi avviene dopo la partenza del proprietario.

 

I proprietari possono fare questa verifica:

  • tramite l’utilizzo di webcam, telecamere o altri sistemi di videoregistrazione quando non sono in casa
  • facendo una serie di prove uscendo di casa per brevi periodi di tempo (5-15 minuti) e cercando riscontro del comportamento da ansia da separazione al loro ritorno (generalmente le reazioni di disagio compaiono entro 5-10 minuti).

La figura di riferimento da contattare quando si sospetta che il proprio cane soffra di questa patologia comportamentale è il Medico Veterinario, meglio se esperto in comportamento animale.

Trattamento dell’ansia da separazione

Il trattamento dell’ansia da separazione consiste in un approccio clinico integrato.

L’educazione del proprietario e la modificazione del comportamento dello stesso e dell’animale sono i fattori chiave nel successo del trattamento terapeutico di questo disturbo comportamentale.

 

L’errore più frequente che spesso il proprietario commette rientrando a casa è quello di punire o sgridare il cane per i danni che ha fatto. La punizione provoca esclusivamente un peggioramento del problema. Infatti, quello che spesso viene scambiato per un “dispetto” in verità non è che l’espressione di un profondissimo disagio che il cane vive travolto da emozioni negative.

Inoltre è ormai assodato che i cani abbiano una innata capacità di riconoscere i segnali non verbali dell’uomo e, dunque, riescano ad intuire quando il proprietario si sta preparando ad andare via.

 

È proprio questa straordinaria abilità che “penalizza” il cane che soffre di ansia da separazione e contribuisce al suo disagio emotivo.

Infatti, quando l’animale capisce che il suo migliore amico umano se ne sta andando inizia a manifestare segnali di stress, cerca di dissuaderlo oppure tenta di seguirlo.

 

Alla luce di ciò può essere utile che il proprietario cambi il “rituale” della partenza e del ritorno, magari evitando un eccessivo contatto fisico con il cane quando va via e quando ritorna.

Naturalmente questo tipo di condizionamento richiede tempo e pazienza.

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Le tecniche di modificazione del comportamento da sole possono richiedere molte settimane prima che si possa osservare un sufficiente miglioramento.

 

Talvolta possono essere utili prodotti a base di oli essenziali dalle proprietà rilassanti (come ad esempio Pet Remedy).

 

In taluni casi, su indicazione medica, può rendersi necessario anche un trattamento farmacologico.

A chi rivolgersi in caso di comparsa della problematica?

L’unica figura in grado di fare diagnosi, escludendo eventuali problematiche organiche sottostanti, e proporre una terapia mirata è il Medico Veterinario esperto in comportamento, a cui bisognerebbe rivolgersi subito ai primi segnali del problema, prima che questo peggiori.

 

Il Medico Veterinario comportamentalista prescriverà una terapia, che non necessariamente sarà costituita da farmaci, ma potrà prevedere anche un approccio naturale, sempre associato ad un percorso rieducativo eventualmente in collaborazione con altre figure professionali come istruttori cinofili.

È possibile prevenire l’ansia da separazione?

Sicuramente ci sono alcuni accorgimenti che si possono mettere in pratica per contribuire a ridurre il rischio d’insorgenza di questa frustrante problematica.

  • Le persone che desiderano adottare un cane, ma che, per qualsivoglia motivo, sono costrette a rimanere fuori casa per molto tempo, dovrebbero essere preventivamente informate che il loro animale potrebbe avere più probabilità di soffrire di ansia da separazione.
  • I cuccioli o gli adulti appena adottati dovrebbero essere abituati gradualmente alla separazione dal proprietario.
  • Per i proprietari alle prime armi o con poca esperienza può essere utile un consulto con un Medico Veterinario esperto in comportamento animale, un confronto con un educatore cinofilo e/o la partecipazione alle cosiddette “puppy class” o “puppy party”, veri e propri incontri con altri proprietari e i loro cani, dove vengono incoraggiate le interazioni fra animali, adulti e bambini con lo scopo di favorire la socializzazione e l’educazione.
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In conclusione…

L’ansia da separazione:

  • è uno dei più comuni disturbi comportamentali del cane
  • si manifesta perlopiù con vocalizzazioni, comportamenti distruttivi e deiezioni inappropriate quando il cane viene lasciato solo
  • può essere risolta attraverso un trattamento integrato impostato dal Medico Veterinario comportamentalista, comprendente una terapia rieducativa comportamentale e una terapia medica.
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